Parola di Bepi


Mi scrive Tiziano, detto anche il Bepi, a proposito della mia intervista a Seilatv, con particolare riferimento alla spocchia di quelli del classico. Ora, siccome io al classico ci ho insegnato, ma non l’ho frequentato, posso dire che qualche caso del genere si segnalava e si segnala, ma niente di clicnico. Quanto allo stare in equilibrio tra due mondi, caro Tiziano, anch’io in quello mi riconosco, eccome. Anzi, è parte integrante del mio scrivere, la ragione del mio scrivere. [ccalz]

Noto sempre con una punta di disagio l’autocompiacimento che accomuna tutti “quelli del Liceo Classico”. Nella mia scuola (Liceo Classico Decio Celeri) ce n’erano a iosa di persone capitate lì per caso, magari perchè la famiglia li aveva lì spediti per distinguersi dalla “plebaglia”, perchè il figlio di….mica poteva fare l’istituto professionale, ovvio. Delle vocazioni di cui dite solo qualche avvisaglia qua e là: personaggi che il più delle volte a 17 anni già somigliavano al saggio della montagna, quello che nelle storie popolari si va a consultare quando c’è un enigma la cui soluzione si perde nei secoli. Io, forse, ho rischiato di essere uno di quelli…diverso da ora, ma già ero attratto da certe forme d’espressione artistica. Però, perchè c’è un però, con caratteristiche molto diverse dal gruppo di cui accennavo alla prima riga, a cominciare dalla mia scarsa, per non dire nulla, propensione alla lettura. Per farmi leggere un libro bisogna torturarmi. Eppure non sono allergico alla lettura. Forse lo sono solo alla cose a lungo termine. E non riesco a finire un libro in un botto, soprattutto perchè, come milioni di altre persone, lo leggerei seduto sapete dove.
E poi ero un irrequieto, con qualche problemino in condotta, sempre amico dei peggiori, sportivo (al Classico era quasi un difetto). Oggi la mia incollocabilità rimane la stessa: non mi so schierare coi colti, non mi so schierare con gli ignoranti. Non mi sento un intellettuale, ma nemmeno rappresento quel “popolare” che spesso è solo un eufemismo per dire “di qualità infima”. E’ curioso che a scandagliare il tessuto connettivo di un popolo sia sempre qualcuno, come nel caso del preparatissimo intellettuale in collegamento, che del “popolo” fa parte, forse, solo ed esclusivamente in senso numerico, come chiunque altro. In realtà, però, non c’è nessun punto di contatto con chi anima l’argomento di cui si sta parlando. Finchè la cosa avviene per distanze brevi è accettabile, ma poi, a mio avviso, diventa atteggiamento un po’ arrogante perchè non porta benefici, non aiuta nessuno ad andare in una direzione precisa, a migliorarsi o anche solo a prendere coscienza di sè. Quando mi capita di far parte di gruppi omogenei di gente qualunque attorno alle noccioline del bar o di intellettuali noto sempre un certo autocompiacimento a “fare stato a sè”, nascondendo di fatto la propria incapacità di capire e rapportarsi con gli altri, quelli di cui, magari, si sta sparlando con estremo disprezzo. Per carità, a volte alzo anche io bandiera bianca di fronte a casi veramente clinici, ma in un certo qual modo mi piace mantenere la mia costante posizione intermedia che mi fa sentire in equilibrio, anche se inguaribilmente solo.
Ciao. Tiziano
 

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9 commenti

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  1. ciao Tiziano ,ho pensato a te quando nell'intervista si parla di AMERICANI e BERGAMASCHI,di meccanici,panettieri,ciclisti e fotografi.

    …e invece di nocioline mange i cachi,e invece di serpenc a go i bisciu'…a me i me ciama amo' lAMERICAAA' .
    Sempre bella da ascoltare la tua canzone AMERICANA-BERGAMASCA ascoltata dai tuoi fans ,meccanici,panettieri e mamme ,mogli casalinghe.

    Credo che il claudio quando ha scritto il suo bel libro HESPERIA abbia pensato anche a te e alle storie popolari
    di gente con le man sporche e dalla pelle resistente ,poco colte ma a volte intelligenti.
    Da fuori vi vedo piacevolmente tutti e due sbilanciati verso la gente nostrana ,un cantautore e uno scrittore
    che fanno crescere i persune de berghem
    🙂 con simpatia filippo

    1. Brao Filippo, da applausi!

  2. meglio oscillare che star lì appesi a qualche spiaggia. O no?

  3. Mi sa che il Gianni e il TIziano, a modo loro, sono equilibristi tra remote sponde: il popolare che lambisce l'impegnato, o quanto meno il colto, o meglio ancora il sensato. Chi mi sa dir s'io fingo?

  4. Est modus in rebus et in medio stat virtus. Questo il motivo per cui io stesso, incallito sorcino "Equilibrista", sono alla continua sintesi, sebbene in perenne analisi, del giusto equilibrio comunicativo. Da una parte il vulgus, composto da sottoproletari del prodotto a cui parlano i mezzi di comunicazione di massa, internet più che mai quale diabolico potere mondiale di divulgazione; dall'altra gli altissimi studi classici, senza dubbio di nicchia, che con infinito compiacimento accompagnano la mia vita di tutti i giorni. La mia trasmissione, trasmessa urbi et orbi sul canale numero 3 di http://www.seilatv.tv, é composta sicut in video et in redazione, solo ed esclusivamente da professionisti che hanno studiato al liceo classico. Una scelta del sottoscritto, senza dubbio. In primis Stefania Cattaneo, mia assistente artistica, e Aristide Malnati mio consulente storico. Nonostante gli scrupoli, però, temo il limbo degli ignavi più che l'inferno: "questo misero modo tegnon l'anime triste di coloro che visser sanza 'nfamia e sanza lodo". Motivo per cui la mia posizione professionale é senza dubbio un po' "faziosa": "faccio tv non per non dispiacere ai tanti, ma solo per piacere ai pochi". Non credo che questa sia spocchia. Evviva il liceo classico e grazie a tutti di cuore per gli ascolti altissimi su SEI LA TV.TV canale numero 3. Piacere mio!

    1. Scusa la domanda idiota, Gianni, perche' "sorcino"? Riferito all'equilibrio?

    2. Allora ho le carte in regola per entrare a fare parte del tuo team!:-)

    3. "L'Equilibrista" é una nota canzone di Renato.

    4. Ah ok:-) faccio ammenda per l'ignoranza in campo musica italiana!

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