Esperia, la recensione de La Provincia


Ecco la recensione pubblicata ieri a firma di di Vera Fisogni per le quattro edizioni de La Provincia (Como, Lecco, Sondrio, Varese). Ve la allego, chiedendovi se anche a vostro parere le figure femminili escono un po’ bistrattate dal mio romanzo. A me pare proprio il contrario, e ho in mente alcuni passaggi del libro in proposito: insomma, urgono vostri commenti e spunti.
 

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1 commento

  1. Sul tema mi scrive Paola, e io prontamente inserisco, visto che lei non è social.
    "Ciao Claudio, sono arrivata a leggere pagina 75 e a riguardo dell'oggetto, posso dirti che inizialmente anch'io ho pensato che il sesso femminile fosse un po' bistrattato per le espressioni "stormo" di donne e "galline a pedali", in alcuni punti parli di "femmine" mentre forse sarebbe stato più carino "donne" e ancora quando dici che il Milesi ha già tre figlie e un "pacco" in arrivo perchè vuole il maschio, poi ho pensato che forse hai perfettamente descritto come la donna era considerata ai tempi in cui è ambientato il romanzo. Per contro, è anche vero che Spiri non prende decisioni senza il parere di Ona. Comunque, ti darò qualche opinione in più a fine lettura."
    Al che io replico di gusto:
    "Quanto al conflitto maschi femmine nel romanzo: tratterò male le donne, ma non è che lo Spiri ne esca meglio, anzi. Insomma, c'è la storia, al tempo così si pensava, e magari qualcuno anche oggi. E in ogni caso, un romanziere non è mai ideologo, mal che vada descrive, non fa politica o trincia giudizi sommari. No, uno scrittore, se è tale, racconta, not more".

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