Paolo Quaresima, L’interruttore    

Qualche post fa ho buttato lì un piccolo quesito: qualcuno mi sa dire perché il nostro film dedicato alla scuola l’abbiamo intitolato “Gli anni e i giorni”? E qualcuno ci si è pure buttato a interpretare, e con esiti niente male, devo dire.
La spiega del titolo viene da una mia riflessione sul mondo scuola, forse semplice, comunque per me vera: quando ci si guarda indietro, gli anni della scuola sembrano tutti uguali. Nel senso che quel che capita a tizio capita pure a caio, ovvero le storie della scuola si assomigliano a ogni latitudine e longitudine. I professori, le interrogazioni, le pagelle, i compagni di banco… Sempre la stessa solfa, dunque? Per niente: se gli anni della scuola sono tutti uguali, i giorni no, quelli sono tutti diversi. Ogni giorno si tira infatti dietro quella particolare vicenda, quell’emozione, quel momento unico e solo: delusioni e trionfi, amori e tormenti, amicizie e tradimenti. Eccoli qui, dunque, gli anni e i giorni della scuola. Noi proveremo a raccontarli con questo spirito, con questa voce. E chi vuol darci una mano è e sarà il benvenuto.
 

1 Comment

  • Anonymous Posted 6 Giugno 2011 22:45

    Gran bella idea, complimenti davvero.
    Gli anni della scuola (superiore) in effetti sono uguali per tutti, in ogni scuola… ma i giorni del Sarpi no, quelli proprio no..
    Un romantico Beppe

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