La democrazia delle slot

A seguire trovate una mail di Giorgio, mio carissimo amico, con il quale ho disquisito sul tema slotterie. Giorgio suggerisce spunti da non sottovalutare: il tema scorciatoie, per esempio, indice di immaturità diffusa; il riferimento ai fanciulli, campioni mondiali del tutto e subito. Vi lascio poi il piacere di scoprire la splendida chiusa della sua mail: ironia allo stato puro, che fa sorridere e meditare.

Dear Claudio, premesso che la crescita esponenziale del gioco è frutto anche della emersione di molto gioco in nero,quindi la crescita effettiva è inferiore, penso che con riguardo al nostro Paese, siamo in crisi strutturale, con momenti di accelerazione e decelerazione, e in queste situazioni spesso le persone sono tentate dalle scorciatoie per cavarsi dalle ristrettezze; penso anche che stia diventando sempre più comune l’atteggiamento -che dovrebbe essere circoscritto ai fanciulli – che pretende di avere tutto e subito. Desiderare per me significa aver la capacità di progettare e di operare coerentemente all’obiettivo che uno intende perseguire, sapendo che occorre investire tempo, a volte molto; questa capacità mi sembra stia diventando sempre più rara avis e ciò è certamente conseguenza di una società impostata su un modello sfacciatamente consumistico. Condivido quindi che il gioco sia un effetto più che una causa. Però, permettimi l’ironia, è anche molto egualitario: se parliamo di slot e non di scommesse o di skill games (poker ecc.), anche gli idioti hanno le stesse probabilità di vincere.
Ciao, Giorgio
 

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4 commenti

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    • Claudio Calzana il 5 Maggio 2011 alle 11:25
    • Rispondi

    Lo so, ho previsto un post sabato per lanciare l'appuntamento. Grazie, ciao.
    Claudio

    • mariangela il 5 Maggio 2011 alle 09:32
    • Rispondi

    Della speculazione dello Stato sulla voglia di riscatto del popolo oppresso affidata alla famosa botta di c@#o, la Gabbanelli ne parla domenica a Report.

    Da non perdere, direi.

    • Claudio Calzana il 4 Maggio 2011 alle 22:01
    • Rispondi

    Marì, tutto vero e divertente pure. Certo, diciamo anche che lo stato ci porta a casa nove miliardi all'anno da 'sto vizietto, mica paglia. Tremonti se la gode a partire dalla psiche scombinata di qualcuno. Ma niente moralismi, solo i fatti, nient'altro che i fatti. ci torniamo su, magari anche Giorgio che, detto tra noi, ne sa più di tutti.

    • mariangela il 4 Maggio 2011 alle 20:18
    • Rispondi

    Rega', qui la questione si fa complicata…

    Perché, ho sempre pensato: che dio preservi la mia voglia di giocare. E pure la voglia di rischiare e la voglia di sognare, magari la famosa botta di c@#o che sistema due o tre generazioni dopo di me. E, dunque, ben vengano un giro o due di macchinette (che in realtà non ho mai praticato); una giocata al lotto ogni tanto; un noioso mercante in fiera che ti fa vincere dieci euro di spiccioli (che però, essendo vinti e non sudati producono maggior godimento di cento euro tasse incluse frutto del sudore quotidiano); un gratta e vinci da cinque euro comprato, quando capita, con il resto delle sigarette (ebbene, sì, fumo. Sono proprio una depravata).

    Diversa è la dipendenza. E ce n'è in giro, eccome se ce n'è! La mia barista del cappuccino magico (quello "tetta-mattutina-della-mamma"), allo scopo interrogata, mi dice che c'è chi gioca ininterrottamente dalle tre del pomeriggio a mezzanotte. E' la macchinetta che lo strega, inducendolo alla compulsione o è la sua psiche che ha qualche problema da risolvere? A mio avviso, è la seconda che ho detto. La dipendenza è una patologia e le macchinette infernali sono solo uno dei tanti mezzi utili a soddisfarla. Dei tanti, ripeto.

    Potrei a questo punto chiedermi: è l'"oggi bambino" che moltiplica la patologia o è semplicemente la lotta per vita che a qualche patologia inevitabilmente porta? Il tricchebballacche di Totò non annunciava forse il pazzariello che dava i numeri del lotto nei bassi napoletani, un gioco che rovinava accanite vecchiette? Insomma, qui il discorso si fa duro e sebbene il detto reciti: "Quando la lotta si fa dura, i duri cominciano a lottare" e sebbene dura io lo sia, anche se invano mi sarebbe sempre piaciuto essere una mammoletta, non ho gli strumenti per dire la mia senza rischiare di essere catalogata tra gli idioti ipnotizzati dai rulli delle slot machine che girano senza sosta.

    Ditemi voi, Claudio e Giorgio…

    P.S. E' immorale che lo Stato ci speculi? Sì, è immorale. Ma se cominciassimo con la lista sull'utilizzo che la politica fa delle debolezze umane (prima fra tutte il mito del priapismo maschile che si autoalimenta decenni dopo decenni come la fissione nucleare), stiamo freschi. Staremmo qui a battere sui tasti per anni.

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