Tiro mancino

A seguire i commenti a “Tiro mancino” pubblicato nel gennaio 2011.
 

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15 commenti

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    • Claudio Calzana il 7 Gennaio 2011 alle 19:50
    • Rispondi

    Ti dirò, caro Enzo: non sei il primo che mi dice di andare avanti col racconto. Ci sto seriamente pensando, anche se devo convivere con la ripresa del lavoro (da oggi). Però mi ci sto impegnando, devo solo trovare la seconda voce, quella del vecchio. Comunque davvero grazie delle belle parole e i complimenti al mio lavoro.

    • Enzo il 7 Gennaio 2011 alle 17:44
    • Rispondi

    Racconto molto godibile. Chissà perché quando l'ho letto mi è tornato alla mente una lettura di molti anni fa: "I mestieri stravaganti" di Chesterton. Sì, la prima associazione di pensiero che mi è passata per la mente è proprio "stravaganza": giusta dose di paradosso, di ironia, di crudeltà (perché il colpo al ginocchio fa comunque male).
    Anch'io sarei per riprendere un prima e un dopo.
    Complimenti

    • Claudio Calzana il 4 Gennaio 2011 alle 22:02
    • Rispondi

    Accidenti, quanti complimenti e quanti ricordi di quel bianco e nero.
    Grazie, Claudia, belle parole e belle sensazioni.
    Ciao, Claudio

    • Claudia il 4 Gennaio 2011 alle 22:01
    • Rispondi

    Bello il tuo racconto. Mi ha ricordato, per certi versi, il Maigret televisivo del grande Gino. Un noir in bianco e nero, la scena fissa dove si snoda l'intera storia, l'umanità dei personaggi, lo snocciolare dei particolari, la rifinitura dei tratti che il lettore coglie con sguardo lento e attento fino alla ricerca del finale a sorpresa.
    Poco ci mancava di sentire la voce di Tenco in lontananza.
    Ciao
    Claudia

    • Claudio Calzana il 4 Gennaio 2011 alle 20:03
    • Rispondi

    Grazie dottore, lei mi commuove. Le auguro più d'una donna che ci prova prima lei, visto che lei mi risulta giovane e piacente.

    • Anonymous il 4 Gennaio 2011 alle 17:43
    • Rispondi

    Ancora una volta fai centro caro il mio prof… almeno nella mia mentaglia!
    Idea assai curiosa, l'autogambizzatore…
    Da citare alla prima occasione quella della donna che ci prova prima lei…
    Complimenti davvero.
    Bepz
    E auguri
    Ribepz

    • massimo tavecchio il 4 Gennaio 2011 alle 11:03
    • Rispondi

    Vedi che ci ho preso anch'io.
    Magari l'inizio di un romanzo no.
    Però.
    Un bel raccontone.
    Certo che quel vecchio …..

    • Claudio Calzana il 3 Gennaio 2011 alle 22:37
    • Rispondi

    Acccidenti, Br1, la tua richiesta mi lusinga e mi spiazza nello stesso tempo. Di solito un racconto nasce come tale, un romanzo ha ben altra impalcatura e architettura. Oddio, potrei provare a dar voce al vecchio, chi lo sa se mi riesce. Magari ci provo, dai… Grazie mille dei complimenti, sono davvero graditi e stimolanti.

    • br1 il 3 Gennaio 2011 alle 22:33
    • Rispondi

    Bum ! Colpito e affondato ! Bellissimo !
    L'ho trovato molto divertente, vivo, intrigante. Bravissimo.
    Però… adesso vorrei saperne di più su quei due. Sia del vecchio che dell'ex buttafuori, perché hanno entrambi una bella e forte personalità e sarei curioso di scoprire qualcosa di più sulla loro vita. 😉
    Ciao, Br1

    • Claudio Calzana il 3 Gennaio 2011 alle 18:57
    • Rispondi

    Grazie, Paolo C. Metto l'iniziale del cognome altrimenti qui ci si confonde, bazzicano almeno tre Paolo da queste parti. Auguroni, ciao.

    • Paolo C. il 3 Gennaio 2011 alle 18:56
    • Rispondi

    Letto il noir, piaciuto
    Buon anno
    Ciao ciao
    Paolo

    • Claudio Calzana il 3 Gennaio 2011 alle 18:55
    • Rispondi

    Mi sa che sei mancino, Mario… Comunque, prova a farti un ginocchio e poi nvedi come ti scaldi…

    • Mario il 3 Gennaio 2011 alle 18:54
    • Rispondi

    è forse dai mancini che trai ispirazione ?
    parliamone …………
    buon anno claudiotto
    racconto carino ma io, accanito lettore di J . Deaver, se non c'è un pò di sangue nn mi
    scaldo….
    mario

    • Claudio Calzana il 3 Gennaio 2011 alle 18:53
    • Rispondi

    Caro Luciano, quella che ci prova lei non esiste proprio. E se esiste, è un cesso, diremmo noi con il linguaggio televisivo cui fai riferimento. Quindi contentiamoci dell’amaro convento che ci tocca. O era il calice?
    Ciao, ccalz

    • Luciano il 3 Gennaio 2011 alle 18:52
    • Rispondi

    In questi giorni sto leggendo un volume di Brevini intitolato La letteratura degli italiani in cui si prende in considerazione la lingua sempre paludata che ha infestato la nostra tradizione letteraria (il tutto rapportato alla immediatezza del dialetto) , ovviamente Brevini prende in considerazione i grandi nomi della poesia… A leggerti si capisce che finalmente siamo lontani anni luce dal petrarchismo e dalla Crusca, le parole adesso le preleviamo dalle “discariche televisive” o quantomeno dal quotidiano oltre che dai quotidiani. “Pensa te”, i poeti laureati non lo direbbero mai e a leggerlo mi sembra che quello “della serratubi” sei te in azione… Io però per somma coerenza avrei detto il giratubi…come lo chiamano i nostri operai. Morale… Mi piace il racconto e mi ha divertito. Alla fine della fiera ti lascia però col rammarico… di non aver ancora incontrato quella che ci prova lei specie se ti piace, e se capitasse è molto probabile che spunti il tipo della serratubi.
    Ciao, Luciano.

  1. […] I lettori gradirono, e qualcuno suggerì di andare avanti, che ci stava bene un ritorno (ecco i commenti di allora). Ci avevo anche provato ad andare avanti, ma solo in questi giorni ne è nato un […]

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