Dialogo tra un avvocato e un non so

Un mio ex alunno, oggi avvocato, un bel giorno riceve la telefonata che sotto riporto. In maiuscolo il libero professionista, in minuscolo il cliente. Per definire la scena potremmo prendere in prestito il titolo del quadro di Jean Dubuffet qui raffigurato, “Il supplizio del telefono” (1944). [ccalz]

PRONTO
Pronto
CHI PARLA?
No, chi parla al dighe me a lü che’l m’ha ciamàt prima
E’ LO STUDIO LEGALE XXXXXX
Ah, buongiorno, se gh’è?!
NON LO SO, HA CHIAMATO LEI…
Mé ò ciamat perché o est ol nomer…
VA BENE… ALLORA MI DICA IL SUO NOME, FORSE LA POSSO AIUTARE
No me ol nom vel dighe mia se prima me disì mia chi che m’ha ciamat
VERAMENTE NESSUNO:LEI HA CHIAMATO LO STUDIO LEGALE XXXXX
E cosa volete da me?!?!?
SE MI DICE CHIE E’ LE SAPRO’ DIRE DI PIU’
E’ per quella carta? Lo sapevo… (sfumando) Te, Grasia te l’ere dicc de scrif mia sò nisuna carta
SCUSI PERO’ MI DEVE DIRE CHI E’
Ah, caro il mio giovanotto, io non mi assumo nessuna responsabilità… e il mio nome, se insiste ce lo dico anche, ma non mi assumo nessuna responsabilità…
VA BENE
Allora, sono il Signor Tizio Caio
AH, ORA HO CAPITO… LA CERCAVO IO PER…
Ma le l’è che suenòt co la barba sfacia?

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