Ritratti, 2

Come promesso, ecco il secondo ritratto di Roberto Testa: si intitola “Transfert temporale dello scrittore”, mi si vede di fianco, mani in tasca, con un treno che mi traversa. Anzi, sono più treni, diversi tra loro, riferiti a epoche tra loro lontane. Come per il primo ritratto, anche in questo caso c’è un chiaro riferimento al mio romanzo, al fatto che “Il sorriso del conte” è scandito su diversi piani temporali. Sullo sfondo compare il profilo di una città, il tutto inserito in un ambiente liquido, in parte surreale.
Vi devo dire che ricevere in dono due quadri, due ritratti, è davvero una gran bella emozione. Dovevo proprio scrivere un libro, e incontrare un lettore attento ed affettuoso come Roberto per provare tanto. Proprio vero che il rapporto con i lettori riserva incredibili sorprese. Un gesto come quello di Roberto Testa fa capire una volta di più quanto sia magico il rapporto tra chi scrive e chi legge. Si aprono delle porte, delle opportunità prima nemmeno immaginate. Che questo nuovo mondo sia stato aperto, tracciato dalla scrittura, è segno che le parole contano, hanno senso e peso, per chi le sa ascoltare.
 

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