Il conte, Elena e la City

Confesso di aver letto il libro un po’ in ritardo (solamente un mesetto fa)…ma rafforza incredibilmente l’impressione del suo essere terribilmente british (e per me è una cosa positiva!!).
Umorismo tagliente ma al tempo stesso “soft” (nel senso di “soffuso”/”permeante” e messo lì quasi per caso, come quelle battute a mo’ di “city di londra”, che ci stanno e non ti chiedi perchè); una storia che ti sorprende -ma fila via liscia liscia e tutto è esattamente dove deve essere-; soprattutto -e finalmente- un libro che si lascia leggere con piacere.
Personaggi credibili, sviluppati e pieni senza che lei si perda a descriverli; un ambiente tratteggiato ma che, a pelle, uno sente come vero (ah, la provincia! e sì, Bergamo è una città di provinciali, mica di cittadini!); un contesto che è storico quanto basta per dare al lettore la tranquillità di sapersi muovere, di saper capire.
Insomma, vabbè, non le cambieranno la giornata, ma comunque complimenti! (tanto è in ferie, quindi è già contento di suo!)
Elena Perletti

Sì, sono in ferie, però i complimenti, espressi con garbo poi, fanno sempre molto piacere, arrivano persino a migliorare giornate già belle. Mai avevo pensato al tema british, con annessa ironia, e mi scopro a pensare che quando mi è venuto in mente di collegare il conte Angelo a Londra ci doveva pur essere un perché. In ogni caso, grazie Elena, soprattutto quando dici “un libro che si lascia leggere con piacere” e aggiungi pure uno splendido “finalmente”. Il quadro a tempera qui sopra si intitola “London city” ed è di Osvaldo Alberti. [ccalz]

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