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Apr 11 2017

La cantante, la prima recensione dei lettori

IMG_3084La prima recensione l’ha postata Elena Gritti su facebook. E che recensione! La ripropongo sul mio sito a vantaggio dei meno social, impreziosita dalla splendida illustrazione che Paola Cervi ha realizzato ispirandosi alla Cantante. E in questo caso addirittura prima di aver letto il libro! Grazie infinite a entrambe. [ccalz]

E niente.
Io dico che tutti voi dovreste andare in libreria e, se non lo avete già fatto, procurarvi tutti i libri del Claudio Calzana dal primo all’ultimo.
Che poi, a guardar bene,anche se ve li procurate dall’ultimo al primo è uguale, ma se andate in ordine dal secondo al quarto non avrete bisogno di farvi domande su chi sia lo Spiridione. Che a dirla qui e quivi lasciarla, mai la vecchia questione del “nomen omen” fu più azzeccata. Che Spiridione, mica per nulla fa rima con …ehm… sì, insomma, avete capito. Una scrittura fluida, sapida, divertente e divertita, brillante, colorata e musicale. Attualissima nonostante racconti il nostro passato, perché chiunque di noi può dire di aver conosciuto (o magari, riconoscervisi) uno svampito innocente come lo Spiridione, un art(ist)igiano sognatore come Romeo, un entusiasta, inconsapevole (perché lui il primo a crederci) contapalle come il Carlo, un uomo posato e affidabile ma anche fumantino (orcatroia!) come il Dante. Perché di storie da raccontare, e da raccontarci, ce ne sono tante. (cit.)
E quando qualcuno sa tirarle fuori e raccontarle tanto bene, perdersele è un torto che facciamo a noi stessi.
Ah, guardate che si ride, èh, e pure parecchio. Che il sunnominato Calzana se lo vedi per strada sembra tutto precisino e azzimato e di quelli che stanno sulle sue (o sulle loro? ‘ndà a saìl, adès, ostrega!) che neanche fosse un professore, ma invece sulle sudate carte, e dopo studio matto e disperatissimo per trovar la parola giusta che suoni bene anche dopo qualche tempo, sa buttare tanta di quell’ironia, e sarcasmo sottile, e goliardia che te neanche te lo immagini, e leggi e ridi, e poi vai a fare le tue cose e ti torna in mente una frase e ridi ancora, da sola mentre fai la spesa all’ipercòpp, e la gente magari ti prenderà per matta.
Ma a te che ti frega, che magari potresti esser morta prima di finire la frase e premere “pubblica” su féisbùc” e di motivi per piangere a pensarci bene ne troveresti molti più che per ridere? e allora te la godi, quella risata che ti viene su da sola. Che volesse Dio, ce ne fosse una così tutti i giorni. 🙂
“La Cantante” (e prima di lei…. “Il sorriso del conte”, “Esperia”, “Lux”)
 

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