A Fausto

Ieri se ne è andato Fausto, un amico, collega da oltre dieci anni. Una di quelle morti così assurde e inspiegabili che non trovi nemmeno le parole per raccontarla. Di lui resta in me la voce, il tratto, quella sua camminata lenta, il sorriso ironico che irradiava luce, la forza d’animo che lo teneva saldo nei frangenti più duri, la lucidità con cui dipanava le questioni, le battute al caffè, quell’infinita curiosità che lo portava a bazzicare ogni argomento e occasione. Certo, resterà anche un grande vuoto: proverò a farlo un po’ mio, per renderlo più lieve a Enrica, Marco e Sara.

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2 commenti

    • Claudio Calzana il 24 Gennaio 2011 alle 23:16
    • Rispondi

    Grazie, Pier Carlo, per il tuo ricordo di Fausto: parole intense, commosse, parole di un amico vero.

    • Pier Carlo Capozzi il 24 Gennaio 2011 alle 21:41
    • Rispondi

    CORRI SVELTO FAUSTO, AMICO MIO…

    Questo non doveva proprio accadere, mio carissimo Fausto, perchè avevi ancora un sacco di roba da fare, e da fare bene, con cura, come tuo solito.

    La notizia è stata una frustata sul cuore. Secca quanto incredibile.

    Avevamo cominciato quasi insieme, a "L'Eco", sul finire degli anni Settanta: io collaboratore in cronaca e allo sport, tu in tipografia.

    E in tipografia ci si incontrava, complice il signor Tarchini che mi permetteva di restare a spiare il vostro lavoro, nonostante ai semplici collaboratori non fosse permesso.

    Ma si capiva che avevi una marcia in più e la tua carriera di dirigente è lì a testimoniarlo.

    E quando il lavoro ti costringeva a restare fino a tardi e, al mattino dopo, avevi una riunione sul presto, ti è capitato, rare volte, di fermarti a dormire da me, in albergo.

    Quattro chiacchiere e il privilegio di averti come ospite erano per me gioia autentica. Ci si vedeva poco, ma l'intensità era quella giusta.

    Adesso dove sei ti è tutto più chiaro. Anche le terribili prove alle quali sei stato chiamato negli ultimi anni. Insieme a Paolo sei diventato l'Angelo custode di tua moglie Enrica, di Marco e di Sara, di tua mamma Piera e delle tue sorelle.

    E di noi, tuoi amici, che non capiamo.

    Che subiamo questa morte senza accettarla.

    Ti abbraccio ancora una volta, Fausto.
    Ora che sei libero di correre verso le vette più alte, porta con te un pezzo del nostro cuore.

    Pier Carlo

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