Six feet under

Diciamo che il vostro matrimonio zoppica e avete 34 dollari che vi avanzano: dall’America ecco a voi una splendida bara per fedi nuziali, disponibile in vari colori e soprattutto personalizzabile con frasi tipo: “Riposate in pace” (banale), “Finché morte non ci separi” (già meglio), “Sei piedi sotto terra non sono abbastanza” (niente male).
Pensandoci bene, queste trovate sono tipiche della cultura americana: innanzitutto pragmatismo a tutto spiano, ovvero se qualcosa è finito va sepolto e bisogna guardare avanti. In secondo luogo, tutto fa spettacolo, non per niente la ditta in questione suggerisce degli splendidi party da divorzio, con tanto di volumetto d’istruzioni sulle gioie del nuovo status.
Vi giro un paio di domande, sperando in un qualche commento sagace. Punto uno: chi le compra ‘ste bare, lei o lui? A rigore, dovrebbe essere una decisione di coppia: ci siamo sposati di comune intento, altrettanto procediamo all’enumazione delle fedi. Mettiamo invece che sia soltanto lui a voler procedere alla cerimonia: ora, cosa fa, dice alla sua ex “dammi la fede che la vado a seppellire”? E ancora: una volta che le hai lì nella bara, cosa fai, le fedi te le tieni per casa a imperitura memoria di un errore? Oppure le vai a seppellire? Ma dove, dico io? Laddove ci siamo incontrati la prima volta? Oppure dove ci siamo giurati eterno amore? Ovvero nella pubblica discarica, a perenne disdoro?
In tutti questi miei dubbi e quesiti si agita la profonda differenza culturale tra la vecchia Europa, che campa di domande e spesso non procede, e la giovane America, abituata da sempre a guardare avanti e a non ruminare i propri errori. Come dice lo slogan di questa azienda stelle e strisce: “Bury the past and move on to a new tomorrow”. [PS. Per chi fosse interessato, la versione qui riprodotta non è quella base, questa costa $ 39,95].
Sul pragmatismo americano vedi anche qui.
 

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8 commenti

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    • Claudio Calzana il 2 Settembre 2010 alle 14:51
    • Rispondi

    Grazie, bellissima (e bravissima) Francesca. Speriamo che il libro possa uscire presto.
    Un bacio
    Claudio

    • Francesca il 2 Settembre 2010 alle 14:49
    • Rispondi

    bravissimo Claudio !!!
    un abbraccio
    Francesca

    • Claudio Calzana il 2 Settembre 2010 alle 14:43
    • Rispondi

    Oddio, Papam mi pare eccessivo. Diciamo librum che mi contento…

    • Nando il 2 Settembre 2010 alle 14:43
    • Rispondi

    Habemus Papam! Lo leggerò senz’altro.
    In bocca al lupo
    Nando

    • Claudio Calzana il 2 Settembre 2010 alle 14:41
    • Rispondi

    Oddio, in 24 ore dà proprio l'idea che il matrimonio è una faccenda usa (USA) e getta. Quindi è comodo, ma mio avviso preoccupante. Certo, neanche la nostra Bisanzio è meglio. E' il classico caso che la via di mezzo non guasterebbe. Ciao.

    • Anonymous il 2 Settembre 2010 alle 13:15
    • Rispondi

    a proposito di leggerezza.. in usa esiste un servizio mobile per divorziare in 24 ore. tu li chiami, loro arrivano col camioncino pieno zeppo di carte, avvocati e notai.comodo no? :)Leandro

    • Claudio Calzana il 1 Settembre 2010 alle 23:48
    • Rispondi

    Dear M., parole sagge le tue, che riflettono una certa malinconia. Mi sa che tu questa porta strettal'hai già passata, per cui le tue parole suonano più vere delle mie, inevitabilmente più leggere.

    • M. il 1 Settembre 2010 alle 17:07
    • Rispondi

    "Ci abbiamo provato"
    "Il nostro amore è finito"
    "Il malato ha smesso di soffrire"
    Così, di botto, mi sono venute queste….
    Però ci posso pensare…
    Difficile che la bara venga acquistata insieme, come difficile che una matrimonio finisca senza che uno dei due soffra di più.
    Io la terrei in cassaforte… Non si sa mai: in questi periodi di magra, in caso di emergenza… le venderei!!
    Comunque, davvero, beati loro che girano pagina tanto alla svelta….

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