Un anno fa

Un anno fa moriva mia madre, dopo lenta agonia. Oggi mi ritrovo a pensare a quei giorni con affetto, per quanto lei ha saputo darmi anche in quei momenti così bui. E mi ritrovo anche alle prese con un problema forse di poco conto, ma che non riesco non dico a risolvere, ma nemmeno ad affrontare. Sarà capitato anche a voi, certamente: qualcuno scompare e ci restano l’amicizia su Facebook, le mail appena ricevute, il blog, magari. Di sicuro di questa persona cara resta il numero di cellulare in rubrica. Ecco, è passato un anno e non sono ancora riuscito a cancellare il numero di mia madre. In verità non ci ho nemmeno provato. Avevo persino sperato che un qualche nipote ereditasse il numero, per cambiare soltanto il nome. Niente da fare. E così qualche volta mi capita di inciampare in quel “mamma” sul display che non mi lascia scampo. Mi ero convinto di riuscire a cancellarlo lo scorso 31 dicembre: anno nuovo, vita (appunto) nuova. Niente, non ce l’ho fatta. Insomma: a voi è mai capitato? Quanto tempo dura “questo” lutto? Datemi una mano: come si fa a cancellare “questo” ricordo?
 

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15 commenti

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    • Claudio Calzana il 10 Maggio 2010 alle 10:38
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    Grazie, Francesca, di quanto mi scrivi. Lascerò numero e nome, sarà un modo, dolce e segreto, di riannodare i fili di tanto in tanto. Ciao.

    • francesca il 9 Maggio 2010 alle 23:01
    • Rispondi

    proprio ieri scorrendo la mia rubrica ho riletto il numero della casa di mia nonna Ricca, che da qualche anno è in cielo. ho cambiato cellulari, e in quella casa ormai non abita più nessuno, ma ogni volta che rileggo quel nome penso a quanto sia stata importante la sua presenza per noi, e a quanto io sia fiera di portare in me parte della sua storia. un caro saluto da una sua ex allieva sarpina.

    • Claudio Calzana il 7 Maggio 2010 alle 20:58
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    Ida, faccio tesoro delle sue affettuose parole. "Mamma" resterà sul mio cellulare, come anche altri lettori mi hanno suggerito di fare.

  1. Da mamma ormai anziana le pongo una domanda: "Ma perchè mai deve cancellare quella parola, peraltro sempre splendida e amata, dal Suo cellulare? Ha forse strappato tutte le foto di Sua madre? Ha cancellato gli eventuali 'filmini' girati con lei protagonista? Ha bruciato tutti gli oggetti che le sono appartenuti? Lasci perdere! Si tenga stretto quel nome sul cellulare, e quando tra un "Madonnasanta!" e un "Mavaafartibendire!" scorrerà il dolcissimo "Mamma", capirà che lì, nella nostalgia struggente che starà provando, Sua madre è ancora vicina, e lo è sicuramente più di prima, anche se schiacciando l'ok non sentirà la sua voce. La pensi affettuosamente con un sorriso e starà subito meglio…
    Un saluto cordialissimo

    • Giovanna il 6 Maggio 2010 alle 22:35
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    ci mancherebbe altro!!! intendevo che ogni ricordo va mantenuto baci

    • Claudio Calzana il 6 Maggio 2010 alle 20:39
    • Rispondi

    Giovanna e Ornella, i vostri commenti hanno un filo che li lega. Ne farò tesoro, grazie.

    • Ornella il 6 Maggio 2010 alle 20:39
    • Rispondi

    "Claudio, anch'io sul cellulare ho ancora il numero di mia mamma che è morta nel 2004! Figurati quanto mi manca. Però non ho mai pensato di toglierlo…"

    • Giovanna B. il 6 Maggio 2010 alle 20:36
    • Rispondi

    E se il numero potesse virtualmente rappresentare un canale di comunicazione sempre aperto? Una possibilità di chiamare e di potere avere una risposta? Non sto parlando di medium o altro, ma del filo sottile che ci lega a chi è in un altroe rispetto a noi. Credo che l'eredità d'ffetto consenta a legame di esistere molto a lungo. Tu tieni il numero. Non si sa mai.
    As-Salamu 'Alaykum

    • Claudio Calzana il 6 Maggio 2010 alle 12:30
    • Rispondi

    Ci manca anche che cancello mia madre, Giovanna. E' la faccenda del cellulare che non so proprio come affrontare…

    • Giovanna il 6 Maggio 2010 alle 12:30
    • Rispondi

    Non si deve e non si puo' cancellare una delle persone piu' belle e importanti della nostra vita

    • Claudio Calzana il 6 Maggio 2010 alle 12:29
    • Rispondi

    Ricordo la poesia di Magrelli, certo. So come venire a patti con il ricordo di mia madre, ma non sono attrezzato per l'aspetto del cellulare, per questa appendice, questo "oltre" che mi piglia a tradimento. Come scrive Alessandro, proverò a declinarlo come pieno, un memento quasi felice. Come dice Maria Francesca, col tempo "questo" ricordo varierà tono e colore.

    • Alessandro il 6 Maggio 2010 alle 11:19
    • Rispondi

    A me è successo con un caro amico che è venuto a mancare dopo un intervento al cuore. Aveva 23 anni e di lui mi sono rimaste molte cose. Un libro che mi aveva dato poco prima di sottoporsi all'intervento e che tuttora non sono riuscito ad iniziare a leggere, come se la lettura potesse in qualche modo consumare il ricordo di lui. Il profilo di Facebook che la sorella tiene attivo in sua memoria e che ogni giorno vede moltissimi amici lasciare messaggi come se lui fosse ancora in vita. E poi ovviamente il numero di telefono…non ho mai lontanamente pensato di cancellarlo, perché la memoria di una persona, dopo la sua morte, è l'unica cosa che ci rimane di essa. Mi viene in mente il Foscolo con i suoi sepolcri, fatti per i vivi e non certo per i morti, per mantenere un legame che con crudeltà ineluttabile un giorno verrà meno. Non deve cancellare quel numero e non deve vedere la cosa come un lutto, deve lasciarlo dove sta, e pensare quante volte è stato felice di comporlo. Non ci è dato di sapere perché siamo in questa vita, non ci è nemmeno dato di sapere cosa ci aspetta dopo, ma ci è concesso di provare sentimenti ed emozioni che sono l'unica cosa che rende la vita un qualcosa di significativo. Per questo il ricordo e la memoria vanno mantenuti…percepiamo la morte di una persona cara come un vuoto che rimane a tormentarci, in realtà è il "pieno" che ha lasciato che dovremmo tenerci stretti, perché un abbraccio e il ricordo dello stesso sono di pari valore.

    • Maria Francesca il 6 Maggio 2010 alle 11:13
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    semplice….nn si cancella :))) con il tempo però farà un effetto diverso !!!!

    • Claudio Calzana il 6 Maggio 2010 alle 09:59
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    Belle parole, Massimo, grazie. Provo a farle mie, e a giocare ancora.

    • massimo tavecchio il 6 Maggio 2010 alle 09:14
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    Il primo giorno di primavera del 1987 moriva mio papà a 51 anni e dopo tre mesi dalla scoperta di "quella" bastarda di una malattia.
    Dico papà e non padre perchè da allora e ogni giorno prendo il posto di mio figlio di 5 anni e gioco con il mio, di papà.
    Solo per qualche attimo, però.
    Buona giornata

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