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Mag 15 2020

Tino Sana e il plotterone

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Che anno era? Chiedetelo a Ildo Serantoni, quel giorno c’era anche lui che è molto più preciso di me. Fatto sta che andiamo a trovare Tino Sana per chiedergli di far da partner a un libro dedicato al Giro d’Italia in quel di Bergamo e, ovviamente, anche a Gimondi. Lui ci riceve e tentiamo di spiegargli il progetto. Dico tentiamo perché di continuo veniamo interrotti da suoi collaboratori che chiedono un parere su un lavoro. Lui prima li respinge, poi si arrende con un sospiro. “È che ci son di là i giapponesi….”, si scusano due giovani ingegneri. A farla breve: srotolano un plotterone sul tavolo – che sarà stato lungo almeno 10 metri, chiedete a Ildo che è molto più preciso di me (ma questo forse l’ho già detto). A rifarla breve, ‘sti ingegneri svolgono un plotterone (per i non addetti sarebbe una mega stampata) persin più lungo del summenzionato tavolo. Una roba incontenibile, con una nave in sezione e tutti i suoi bravi arredi. Ma che dico nave, un transatlantico, una roba che non finiva più. “Per i giapponesi va bene….”, fanno i due. Il Tino lancia un occhio al plotter, ripeto una faccenda lunga metri e metri, poi col ditone indica un punto preciso. “E chèsta?”. Silenzio. “Chèsta cabina chi l’à facià sö?”. I malcapitati si guardano imbarazzati, poi quasi all’unisono: “No, è il computer, noi abbiamo messo i dati e poi quello…”. “La à mia bé, ché i ghè mìa i misùre!, sentenzia il capo. “Ma il computer…”. Sguardo feroce del Nostro, gli ingegneri battono in ritirata, non senza aver recuperato il plotterone. Noi si procede a discutere del Felice in rosa, passano dieci minuti ed ecco gli ingegneri tornare alla carica, accolti da un perentorio “Se gh’è amò?”. “Sì, no, abbiamo controllato col computer, anche i giapponesi con i loro modelli digitali che… “. “E alùra?”. “Era per dire che aveva ragione lei, per quella cabina lì avevamo invertito i calcoli, in effetti non ci sono le misure”. Sguardo di compassione del Nostro, come a dire voi e i vostri benedetti computer dove volete andare poi? Come avesse fatto Tino Sana a trovare un errore in 30 metri quadrati di plotter resta un mistero. Magari l’Ildo lo sa, lui è molto più preciso di me, come forse ho già detto. Di una cosa sono certo: di uomini come Tino Sana non se ne fanno più su.
 

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2 comments

  1. Angela

    Incredibile Tino Sana, dal niente ha creato un impero senza mai montarsi la testa. Che riposi in pace

  2. Paolo

    Nelle tue parole riconosco il grande Tino, grazie.

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