Madre

Stanotte mia madre se ne è andata. Serena, dopo tanto penare. Rispetto al destino che a un certo punto le si era presentato, ha guadagnato oltre vent’anni e quattro nipoti, nel senso che un grave infarto se la stava portando via nel 1986. Di quel primo infarto, mia madre raccontava sempre l’esperienza di morte apparente: lei che cammina per un corridoio bianco, una musica dolcissima, una figura che la invita a seguirlo, forse suo padre. A un certo punto, lei che torna indietro, si risveglia, vive, vive di nuovo. Era successo che al Pronto Soccorso un giovanissimo specializzando in Cardiologia si era incaponito a volerla salvare, con il massaggio e le scariche elettriche, ben oltre il protocollo. E così lei era tornata alla vita, sorprendendo tutto e tutti. E così ha vissuto alla grande, lavorando in mezzo mondo, così ha potuto vedere i nipoti nascere e farsi grandi.
Grazie a quell’esperienza, ci diceva, non ho paura di morire: con questa convinzione ha affrontato ogni prova, comprese le più dure, compresa l’ultima, suprema. Ci ha lasciato un vuoto, difficile da colmare; e un esempio, un seme, da mettere a dimora e custodire.

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3 commenti

    • Anonymous il 6 Maggio 2009 alle 20:54
    • Rispondi

    ti sono vicino
    guido

    • Laura il 6 Maggio 2009 alle 16:06
    • Rispondi

    Rompo per la seconda volta il silenzio in cui di solito ti leggo, pur non sapendo bene cosa dire.
    Forse solo che son qui.

    • Anna e X il 5 Maggio 2009 alle 20:55
    • Rispondi

    Ci dispiace moltissimo, Profe.
    Non chiamiamo in queste ore perchè immaginiamo il casino, ci sentiamo più avanti, ma le siamo vicini.
    Anna e X

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