La cravatta perfetta

Eccolo, finalmente, il mio racconto dedicato alla cravatta. Come annunciato sabato, è stato pubblicato da Mag, il Magazine de “La Provincia” di Como, che è uscito ieri. Vera Fisogni – la responsabile del mensile – mi aveva chiesto un racconto sul tema, un racconto brevissimo, solo 1600-1700 battute. Chi è esperto di queste cose sa che racconti così brevi non sono per niente facili da realizzare. Io ci ho provato, fatemi sapere che ve ne pare.

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3 commenti

    • Laura il 15 Ottobre 2008 alle 11:36
    • Rispondi

    Quando un racconto è capace di tenere fissa l’attenzione e la curiosità del lettore, che sia per 1 minuto o per 20 notti, va da sé che ha raggiunto lo scopo!
    Laura Murè

    Grazie, Laura, in poche righe hai saputo condensare una regola universale per quanto attiene alla scrittura.[ccalz]

    • Claudio Calzana il 14 Ottobre 2008 alle 16:25
    • Rispondi

    A seguire tre commenti di altrettanti ex alunni. Ricordo anch’io con discreto rossore certe mie cravatte, per cui evitiamo di infierire, please. Quanto alla ricerca di un marito, Angela, potresti provare a leggere sul mio blog il racconto “La vendetta del cefalo”, così magari ti passa la voglia. Grazie a tutti. [ccalz]

    Ne ricordo di meravigliose, di cravatte… In particolare una rossa con la carica dei 101: che classe (in tutti i sensi)!
    Anita Pietra

    Profe, ricordiamo con raccapriccio alcune sue cravatte psichedeliche… mi hanno segnato l’adolescenza più che le lezioni di filosofia..
    Karletto Capitanio

    Per trovare moglie, una cravatta.
    Cosa per trovare marito? 😉
    Altro racconto.. urge! Claudio Calzana alle ore 16.15 del 14 ottobre
    Angela Laurino

    • Claudio Calzana il 13 Ottobre 2008 alle 19:42
    • Rispondi

    Inserisco qui il commento di Marco, che ringrazio. Se davvero il mio racconto ha potuto evocare un sorriso persino di lunedì, beh, ragazzi, allora qui possiamo tranquillamente parlare di capolavoro… [ccalz]

    No, non era per niente facile, in effetti. Finale po’ troppo ottimistico per i miei gusti (che se mi fissano intensamente, è di sicuro per sfottere) e non del tutto inatteso (complice anche l’illustrazione), ma se l’obiettivo era infondere un refolo di giocosa ironia, allora è centrato. e sul mio lunedì si è abbozzato un sorriso. Marco

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