Giu 26 2017

E Il Giornale di Brescia…

Opera di Mario Sironi

Opera di Mario Sironi


Sì, Il Giornale di Brescia si aggiunge alla lista delle recensioni alla mia Cantante. Lo fa con la firma di Claudio Baroni, che giustamente ricorda come le auto, Mille Miglia in testa, a quei tempi fossero faccenda dei nostri vicini di casa. Per poi elogiare il mio lavoro, e di questo davvero lo ringrazio. Buona lettura.
 

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Giu 25 2017

Quattro eroi con il superpotere più importante

Il capo Sioux Eddie Plenty Holes in un'immagine del 1899.

Il capo Sioux Eddie Plenty Holes in un’immagine del 1899.


Stefano di soprannome fa Lakota, evidente omaggio ai Sioux. O perlomeno così immagino, visto che lo conosco giusto perché da sempre legge i miei libri, e quel che vi trascrivo a seguire ne è la riprova. Belle parole, soprattutto il finale, devo dire. Grazie, Stefano, ancora una volta hai saputo colpire nel segno. [ccalz]

Ciao Claudio, ho appena finito di leggere “La cantante”. Premetto che prima di leggerlo non ho guardato nessuna recensione, volevo affrontare la lettura a mente sgombra… Sin dalle prime righe mi sono ritrovato in quel mondo ormai perduto (purtroppo…), dove i nostri si muovono con disincantata disinvoltura, con qualche anno in più, ma con la voglia di fare qualcosa di grande, di epico con la stessa voglia di sempre, con quella complicità che va oltre al tempo e all’età. E questa volta, grazie alla loro sfrontatezza (o incoscienza) ci sono riusciti, in parte grazie all’aiuto “volontario” del conte Salani (del quale conosciamo bene il sorriso…).
Insomma un’altra grande avventura, dove vari sentimenti si incrociano e si rincorrono, ma che comunque accompagnano noi lettori fino alla conclusione della storia che per quanto mi riguarda arriva sempre troppo presto.
Un’ultima considerazione, oltreoceano hanno Superman, Spider man ecc. con i loro superpoteri, tu ci hai regalato quattro eroi con il superpotere più importante: l’umanità con tutte le sue sfaccettature.
Stefano
 

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Giu 16 2017

La cantante per Maurizio Buscarino

Fausto Pirandello, La lettera (1929). Collezione Iannaccone.

Fausto Pirandello, La lettera (1929). Collezione Iannaccone.


 
Che dire? Quando arrivano letture critiche come quella di Maurizio Buscarino uno si sente subito a casa. A casa come scrittore, perché il grande fotografo ha davvero cesellato il mio mondo narrativo, e senza limitarsi al mio ultimo romanzo, no, se li è letti proprio tutti. Storie della nostra gente, memorie altrimenti perdute: così mi immagino quel che scrivo. Scrive Buscarino: “I tuoi libri li ho letti come canti di un’epica divertente e coinvolgente, in cui però si sente, passo dopo passo, un sedimento fondo su cui poggiamo, forse senza rendercene ben conto”. Grazie, Maurizio.
[ccalz]
 
 
 
 
 
Caro Claudio,
con, in ordine sparso di apparizione e di lettura, Lux, Il sorriso del Conte, Esperia, La cantante.
Da ragazzo, per me, Buffalo Bil era un viso pallido fetente che andava in giro a massacrare bufali e indiani. Piuttosto ero amico di Capitan Miki. E avevo ragione. Noi tenevamo agli indiani. E siccome io vedo giusto, vedo la spedizione dei tuoi eroi per rubare la cassaforte nel fortino come una risarcitoria scorreria predatoria, per quanto comica, dei Nostri nei confronti dell’invasore americano Yankee, astratto, luccicante e biondastro. Nei tuoi libri gli indiani sono quelli che abitavano il nostro leggendario villaggio, carico come un villaggio globale, di pompe sanguigne, di scaltrezza e ingenuità, di relazioni, di sfide, cibi, affari, intrecci, amori, invenzioni, meccanici, preti e p… (Giorgio Bocca in illo tempore), insomma di vita, che abitavano (abitano ancora?) nella riserva cintata e combattiva prealpina.
Le tue storie mi arrivano con un’eco di racconti che da bambino sentivo nelle riunioni familiari, nella casa di zia Elisa; racconti non rivolti a noi bambini, ma storie tra i grandi e dei grandi, alcune dette sottovoce, di persone e avvenimenti, in un tessuto – questo intendo per eco – di drammatica allegria per la vita. Ma anche di storie della zia Palmira, magra, alta, severamente vestita di nero, che però si rivolgeva a noi piccoli, terminando sempre con un pastì e pastù, n’è restat gna ű bucù.
E non ho potuto fare a meno di riconoscere, o credere di riconoscere, luoghi, vie, personaggi, il cinema Ariston in via del Nastro Azzurro accanto alla Camera del Lavoro, il pianista cieco Signor Pio che abitava vicino a noi, e… la Villa delle Rose… Ogni capitolo delle tue storie è l’annuncio di qualcosa che deve accadere…
Così, nel mio formicolio mentale di lettore, nel finale della tua messa in scena, alla fine del suo “incantevole e patetico” percorso della vita, il tuo Conte sorride – c’è anche un sentore di sfida – imboccando il tunnel che porta alla Luce e, in quell’esalare, mi è sembrato di sentire un fievole e sospirato …pòta! E a me, alle due di notte, gli angoli della bocca si sono rivolti un po’ all’insù.
La tua scrittura è allo stesso tempo espressiva e singolare, in una lingua scostata da quella letteraria standard, con i colpi del dialetto e le tirate in latino ecclesiastico. L’invenzione delle tue storie mi ha riattivato le connessioni, antiche ma sempre presenti, con il mondo in cui si svolgono e, insieme, sono invenzione della lingua di quel mondo, una lingua – almeno così mi pare – estremamente cesellata nel quotidiano, così fortemente costruita da darmi il sentore di una sorta di lingua mitica del paesaggio umano che descrivi. I tuoi libri li ho letti come canti di un’epica divertente e coinvolgente, in cui però si sente, passo dopo passo, un sedimento fondo su cui poggiamo, forse senza rendercene ben conto.
Qualcuno che studia dice che probabilmente le storie, come i sogni, non servono a niente, perlomeno a niente di grave, ma servono – e questa sarebbe la misteriosa necessità umana – ad accendere neuroni e sinapsi. Praticamente servono allo sballo.
Grazie Claudio
 

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Giu 15 2017

La cantante e La Prealpina

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Il magazine de La Prealpina di Varese ha pubblicato una bellissima recensione della mia Cantante. La firma, prestigiosa, è quella di Mario Chiodetti, giornalista, scrittore, fotografo e già che ci siamo collezionista di rarità d’epoca. Un grazie al recensore, un invito a voi per una lettura critica di pregevole fattura.
 

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Mag 11 2017

In diretta dal paradiso


 
In paradiso Carlo Milesi ci sta da papa, ma non per quello che sarebbe ovvio pensare. Si sente come a Bergamo, a casa sua. Un video di tre minuti di variazioni sul tema.
 

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Mag 06 2017

La cantante secondo Fulvio Panzeri

Opera di Renato Birolli

Opera di Renato Birolli

Nella splendida recensione dedicata a La cantante oggi su La Provincia (edizioni di Como, Lecco e Sondrio), Fulvio Panzeri ha saputo non solo intercettare alcune delle mie letture predilette, dagli Scapigliati a Mastronardi e Testori. Non è un caso, Panzeri è certamente uno dei critici letterari più preparati e apprezzati in Italia. Ha anche saputo cogliere l’ambizione della mia trilogia, visto che dagli esordi mi segue e mi incoraggia. E’ stato il primo tra i critici a credere nel mio lavoro: non dimentico l’emozione di quando indicò Giorgio Fontana e me come le sorprese letterarie del 2008. Insomma, e in breve: grazie, Fulvio.
 

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Mag 04 2017

La cantante, intervista tv

Henri Matisse: Le due sorelle, 1917

Henri Matisse: Le due sorelle, 1917


Ebbene sì, di nuovo a Bergamo Tv, questa volta ospite di Max Pavan nel salotto di Incontri. Qui racconto di fino alcuni aspetti del mio romanzo che vanno oltre il tema del Circuito delle Mura, aprendo a contesti familiari e privati. Un’intervista articolata e a tutto tondo, che ha lo spessore di una presentazione. Buona visione.
 

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Apr 29 2017

La cantante in quel di Astino

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La mia Cantante avvistata niente meno che allo splendido monastero di Astino, un angolo di quiete a due passi da Bergamo. Ecco la prova fotografica, che si candida alla grande per il concorso #unafotoxunracconto. Detto in breve: mandatemi immagini con o ispirate al mio romanzo, e io proverò a scrivere un racconto a partire da quella che più mi ispira e seduce.
 

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