A domande rispondo

Allora, tre giorni fa lancio il concorso che invita a scrivere racconti di sole 7 parole e subito fioccano le mail. In tempo reale arrivano racconti, certo, ma anche domande da parte dei lettori più cauti. Eccone alcune, così rispondo a tutti: l apostrofo oca, ovvero “l’oca”, vale due parole; i segni di interpunzione (virgole, punti etc.) non vanno conteggiati; non è necessario titolare il racconto, ma siete liberissimi di farlo, evitando però soluzioni alla Wertmüller, come mi segnala giustamente un attento lettore. Esempio di titolo smisurato e dotto: “Come fu che, per semplice cambio di participio, da passato a presente, l’amore perse la forza di obbligare l’amato, mandando in perenne delusione soltanto chi ama, giusta il detto: in amor vince chi fugge“. Svolgimento in 7 parole: “Amor, che a nullo amante amar perdona”, con buona pace di Dante. Dunque, ci siamo capiti: il titolo può al massimo orientare, una parola o due, non di più. Ancora: certo che è possibile far conoscere il concorso a chi volete, anzi ve ne sarei grato. Per gestire le comunicazioni relative al concorso, chiedo ai concorrenti la cortesia di iscriversi alla mia newsletter potrete disiscrivervi in qualunque momento; le regole del gioco le trovate qui; quando mandate i racconti, ricordatevi di indicare sempre da dove scrivete, così chiariamo la “geografia” del torneo. Altre novità sul concorso le troverete nei prossimi giorni sempre sul mio sito, di rimbalzo sui social, alla libreria Muratori, citofonando a casa di Alan Poloni…. Per oggi è tutto, passo e chiudo. Dai, dateci sotto, ragazzi.

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