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Feb 14 2013

Boh, dipende_il ritorno


 
 
 
 
 
 
 
 
A grande richiesta, come si dice in questi casi, ripubblico un mio dialoghetto ben più che realistico – anzi, in presa diretta – tra un genitore e un quindicenne, ovvero tra un adolescente evasivo e un genitore stremato. Il tema riguarda l’uscita serale, il cosiddetto permesso. Inizia il giovane, risponde il decrepito. Ringrazio mio figlio Marco per la preziosa consulenza linguistica ed esistenziale. Ah, dimenticavo: l’opera riprodotta è di Rafal Olbinski: quello che gioca col trenino sono io. L’altro, il giovane intendo, è già uscito per i suoi binari.

 
– Esco.
– Dove vai?
– Fuori.
– Fuori dove?
– In giro.
– Ho capito che vai in giro, ma dove esattamente?
– Esco poi vedo.
– E con chi vai?
– Soliti.
– Soliti chi?
– Eh, li conosci.
– C’è il Nicola?
– Se può.
– L’Antonio?
– Se lo lasciano.
– Quindi l’Antonio chiede il permesso per…
– Se lo lasciano nel senso che tanto lo lasciano.
– Andate in moto?
– Tu cosa dici?
– Dico che sta per piovere.
– Se sta per piovere vuol dire che adesso non piove.
– E se poi piove?
– Tanto quando piove siamo arrivati.
– Arrivati dove?
– Eh, dove andiamo.
– Ho capito, ma dove andate allora?
– Dove decidiamo dopo.
– Capito. A che ora torni?
– Boh, dipende.
– Dipende da cosa?
– Dipende dove andiamo.
– Va bene, ma gli altri a che ora devono rientrare?
– Gli altri? Secondo.
– Cioè, ciascuno ha un orario diverso?
– No, più o meno uguale.
– Appunto, più o meno che ora?
– Boh, dipende.
– Ma dipende da cosa?
– Dipende chi c’è.
– Ma se non me lo dici chi c’è!
– Te l’ho detto, i soliti.
– Compagni di classe?
– Oltre.
– Comunque non mi hai detto a che ora torni.
– Solito.
– Alle undici?
– Eh, tipo undici.
– Tipo cosa vuol dire?
– Undici e qualcosa.
– Qualcosa quanto?
– Caso mai chiamo.
– Guarda che non vado a letto fino a che…
– Tanto torno prima.
– Prima di quando?
– Di quando vai a letto.
– Come fai a sapere quando ci vado?
– Di solito quando torno sei lì che vai a letto.
– No, chiariamo: vado a letto quando torni.
– Basta mettersi d’accordo.
– Come d’accordo?
– Quando stai per andare a letto io torno.
– Va bene, allora vado a letto subito.
– Ma se hai appena mangiato…
– Ho capito, e se andassi a letto lo stesso?
– Tanto non dormi fino a che non torno.
– Ho capito, perché non torni alle tre allora?
– Cosa sto in giro a fare che gli altri devono tornare prima?
– Gli altri chi? A che ora? E non dirmi dipende.
– Eh, secondo chi c’è e dove andiamo.
– Adesso basta. Mi vuoi dire qualcosa?
– Ma se è mezz’ora che te lo dico!
– Cosa?
– Che esco!
 

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